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venerdì 14 giugno 2013

VdL La danza a spirale

In quei due giorni di solitudine in cui babbo e bimba sono andati a Mirabilandia* io ho gustato me stessa ed ho rispolverato un libro che, per anni, è stato una specie di bibbia.

Premessa:
I miei genitori non erano cattolici, anzi erano atei convinti: io sono stata una bambina non battezzata, non comunicata e non cresimata. Mentre oggi son tanti i bimbi così (senza religione) ai miei tempi ero un po' una pecora nera in un gregge di pecore bianche e mi sentivo diversa. Ricordo con tenerezza una bimba che venne allontanata dall'oratorio della Chiesa da un prete con una mentalità un poco gretta e antiquata. E ricordo con altrettanta tenerezza le ore di di materia alternativa in compagnia dei Testimoni di Geova (gli unici che non seguivano "religione" a scuola). I miei, oltre a non avermi battezzata, mi hanno comunque dotata di forza e stima di me. Ed è così che non ho poi sofferto tanto per questa differenza, anzi, più in là con gli anni, mi ha fatto sentire speciale e libera.

Libera di scegliere.

Scegliere, ad un certo punto della mia vita, è stata una necessità: la religione è un bisogno dell'uomo.
Ad oggi posso dire che la libertà che mi hanno lasciato i miei genitori è stata una ricchezza unica: ho potuto scegliere la mia religione. Quella che mi calzava a pennello, quella che sentivo più vicina, quella che mi ha permesso di avvicinarmi al sacro. Non è una religione conosciuta perché è la mia religione personale: solo mia, fatta da me medesima a misura di me stessa.
La mia personale religione è l'espressione della mia sacralità e non trova un Dio ma un Dio e una Dea. Dice l'Ave Maria e il Padre Nostro e, allo stesso tempo, canti sacri della tradizione Sufi, del Buddismo o tratti dal Corano. Ci sono Inni inventati da me e riesumazioni di antiche scritture.
E' un miscuglio alchemico di molte religioni, conditi di me stessa e della mia immaginazione.
Nella mia religione non ci sono imposizioni: si prega quando si vuole. Ma, in realtà, si prega spesso: più o meno tutte le sere in compagnia di una bimba che ringrazia tutto quello che di bello le è successo nella giornata. Compreso il ringraziamento a Peppa Pig e alle lumache...
Nella mia religione c'è un altare: il comò di camera mia dove accendo candele ed incensi, custodisco sassi e fiori, dove Siria porta i suoi pupazzi e qualcosa da mangiare per i nostri personalissimi Santi.

Ed eccoci al libro di cui vi vorrei parlare:


La Danza a Spirale è un libro scoperto molti anni fa e che catturò la mia attenzione per la frase "La rinascita dell'antico culto della grande Dea". Allora c'è anche una Dea? non solo un Dio... 
Un viaggio nella tradizione stregonesca, l'antico culto dimenticato e duale in cui Dio non era una solo.
Il libro è una sorta di ispirazione per chi, come me, vuol assaporare la libertà di una religione personale anche se è molto ispirato dalla tradizione Wicca, parla di Congreghe ed incantesimi.
La bellezza che mi ha lasciato è la scoperta di antiche feste pagane legate alle coltivazioni e ai cambi di stagioni. Feste perse e trasformate che vale la pena recuperare: lottiamo una vita per tornare alla natura, sacralizzare i cambiamenti e le trasformazioni è un piccolo esercizio per armonizzare corpo e anima con tutto ciò che ci sta intorno.
Con la speranza che questo libro possa essere per voi ciò che è stato per me: l'inizio!


* i due giorni sono andati benissimo e ho visto che molte di voi mi hanno invidiato!!! Sono felice ed orgogliosa di aver fatto questo regalo di compleanno al mio lui: un regalo che ha fatto vivere un esperienza nuova sia al babbo che alla bimba, un regalo intriso di fiducia in entrambi, un regalo che è diventato anche un regalo a me. Tutti abbiamo fatto un'esperienza nuova: c'è chi ha sostato nella solitudine e nel silenzio, chi nel caos e nel divertimento, chi ha scoperto sè un po' più bambino, chi si è sentito grande. Un regalo che consiglio a tutti: una vacanza babbo-bimbo non si scorda mai!!!! Fatelo e abbiate fiducia: i babbi son più svegli di quello che si pensa!!!!

sabato 8 giugno 2013

Sono SOLAAAAAA!!!!!!

Dopo due giorni di delirio, tra imbiancature e ristrutturazioni varie (in attesa di un pulcino che presto arriverà.... poi vi racconterò!) eccomi qua: sola per due giorni!
Eh sì, Siria e il Sant'Uomo son partiti alla volta di Mirabilandia. Due giorni solo per loro!!!
Dicendo questa cosa in giro, mi sono state rivolte un sacco di domande: perché? ma te non vai?
Ecco, io non vado: questa è una piccola vacanza esclusiva tra loro due. La prima che fanno: babbo e bimba. Un momento prezioso e importante.

Un po' di incertezza davanti alla valigia: gli ho fatto i sacchettini con i completi già predisposti per parco, sera, mare, nanna. Per il resto, sono felice e fiduciosa.

Quante di voi mi invidiano? due giorni di solitudine in cui leggere, passeggiare, guardare vecchi film e incontrare amiche.

Mammamia son tre anni che non succedeva!!!! Sono SOLAAAAAA!!!!

Andrea si impegnerà a mandarmi una cronostoria tramite instagram. Un'ora fa è arrivata una foto sottotitolata "Colazione all'autogril e trucchi".... brutta mossa amico, i trucchi si comprano al ritorno o passerai due giorni con il rossetto ovunque... evvabbè dai: presto imparerai!!!



Buon viaggio, amori miei!!!


mercoledì 5 giugno 2013

Libertà e divertimento: gli animatori di compleanno!

C'era una volta una ME bambina. Voi vi ricordate di voi da bambine? Io sì, ci penso spesso: la nascita di Siria mi ha dato la possibilità di rievocare antichi ricordi, di ritrovarmi un po', di scandire insieme alla sua crescita la mia crescita. E' che quando sei lì, bambina, proprio non ce la fai a capire cosa ti succede e, allora, si ha bisogno di un aiuto per tornare indietro.
Tornando indietro, ho ritrovato quella bambina-me con la ginocchia sbucciate, sempre sporca e circondata di altri bambini come me. Non vedevo l'ora di poter correre fuori e giocare libera, senza i grandi tra i piedi.
Ho ritrovato quella bimba guardando Siria  mentre preparava deliziosi banchetti con terra, sassi e foglie.

Tra la mia infanzia e la sua infanzia c'è un MA grande come 30 anni: 30 anni in cui son cambiate tante cose, non solo nella mia vita ma nella vita di tutti...
e mi son scoperta a fare l'incontro con una figura nuova, totalmente inaspettata e assolutamente irritante: l'animatore di compleanno!!!

Ora, vi chiedo: quando voi eravate piccole c'era l'animatore del compleanno?
Io non ce l'avevo e neppure le mie amiche e neppure gli amici, nessuno, non esisteva!

Anzi, il compleanno era il momento proprio della libertà in cui ti incontravi con gli amici della scuola o dello sport o del catechismo e FINALMENTE giocavi liberamente!!!!

Ora, invece, c'è l'animatore!
Premetto che, povero animatore, non ce l'ho con lui!!!!
Ma ce l'ho con chi l'ha concepito, con chi l'ha chiamato, con chi lo ha regalato per il compleanno!!!!

Ed io mi chiedo e vi chiedo: perché?

facendo un'analisi della situazione al di là delle convenzioni e del bon ton posso solo riassumere con questa spiegazione:
l'animatore di compleanno è un messaggio che diamo al bimbo, un messaggio che urla forte e chiaro: voi bambini non sapete giocare da soli, non potete divertirvi senza grandi, non siete capaci...

e con il senso di incapacità ci facciamo tanto i conti quando saremo grandi, paralizzandoci davanti al vorrei ma non posso!!!!

Aperta a tutte le vostre riflessioni: fatevi avanti!!! mi piacerebbe conoscere altre visioni....
dopo i 5 compleanni che ho fatto in compagnia di animatori questa è la mia idea!!!!

p.s. ho, pure, saputo che prendono un sacco di soldi.... quasi-quasi!!! no dai, dopo tutto quello che ho scritto....





lunedì 3 giugno 2013

Sono una mamma cannibale....

Siamo in fase imbiancatura in casa e rispolverando i miei libri ho scoperto un librino piccino-picciò dimenticato in un angolo e mai letto.
Il libro in questione si chiama: Mamma Cannibale ed è un delizioso libro di ricette-filastrocche, rime che si attorcigliano e fanno un ghirigoro su come cucinare e gustarsi una bambina piccola.
Un librino di Letizia Cella che, con ironia e paradosso, racconta un aspetto bello e animale della maternità: la voglia di mangiarsi (di baci ma non solo....) quel piccolo fagottino.


Mammacannibale mi ha fatto pensare ad un gioco che faccio da sempre con la mia bambina, un gioco che lei adora e io adoro. 

Il Gioco dell'Impasto:

Prendete un bambino e sdraiatelo a pancia in su davanti a voi. Mettetevi comodi.
Iniziate a buttar su di lui un po' di farina: per far la farina con le mani picchiettate sul corpo del bimbo.
Dopo la farina buttate acqua: in questo caso carezze.
Dopo l'acqua: il sale (pizzicottini) e il pepe (piccole pressioni sul corpo del bimbo del dito indice).
Infine impastate bene: con calma ed amore.
E' arrivato il momento della cottura: in genere, io faccio il forno e mi avvolgo intorno. 
Finita la cottura è arrivato il momento di mangiare questa prelibatezza: a suon di baci e morsetti!!!!

Lei ride ed io anche: un massaggio che racconta e rievoca l'amore come nutrimento primordiale.

E concludendo, cito la bellissima poesia concludente di Letizia Cella, paradossale quanto reale che, dopo tutta l'ironia, mi ha lasciato con le lacrime agli occhi:

Mi vien voglia di assaggiarti
di leccarti e mordicchiarti
d'ingoiarti in un boccone per riaverti nel pancione.
E m'invento, per giocare, 
di volerti cucinare...
Ma tu invece fai davvero!
E mi mangi per intero.
Succhi tutti i miei momenti
vampiretta senza denti.
Poppi tutti i miei pensieri
sanguisuga nata ieri.
Con voracità impunita
ti fai fuori la mia vita.
E mi viene anche il sospetto 
che continuerà il banchetto:
pranzi, morsi, assaggi e cene,
noi così ci vogliam bene
.... diventando grandi insieme.




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