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giovedì 23 maggio 2013

Favole a merenda ma anche a colazione, pranzo e cena

Le favole mi piacciono e questo è risaputo. Mi piace leggerle, inventarle, studiarle, approfondire i significati celati che narrano segreti al nostro inconscio. 



Qualche tempo fa, sono stata contattata, tramite la mia pagina fb, da una persona che aveva bisogno di una favola. Voleva una favola per suo figlio: niente di poetico, gente, solo compiti di scuola che stavano prendendo troppo tempo. Viste le circostanze avrei dovuto rispondere:"No, fate da soli, sarà una meravigliosa esperienza!" ma la mia voglia di mettermi alla prova, cimentarmi per la prima volta per qualcuno che non conoscevo mi ha solleticato. 
Ed è così che ho chiesto indicazioni: mi dicono che il compito consiste nell'inventare una storia partendo da un'immagine. Così chiedo la descrizione dell'immagine e mi metto a lavoro. 
Sono stati 10 minuti di puro godimento, le mie mani e la mia testa esplodevano di creatività. Mi sentivo piena, capace, forte. Ne nasce una storia bella, poetica, avventurosa. La rileggo, sono orgogliosa.
La invio con estrema soddisfazione e aspetto impaziente la risposta aspettandomi:"Sei un genio!".
E, invece, sapete cosa arriva? 

Suspense.

Arrivano due righe con su scritto: E TROPPO LUNGO E POI SI DEVE PARLARE PENSO DEGLI ALIENI UNA MIA AMICA IL TITTOLO L A CHIAMATO LA TERRA DEI MARZIANI MI AI CAPITO COSA VOGLIO DIRE.


Ecco. Son rimasta così, come un allocco a guardare queste parole piene di pretese, di errori grammaticali e di ignoranza. 
Ho risposto: allora fai così: mettiti davanti a tuo figlio e inizia a chiedergli cosa vede. Fai domande: sii curioso di particolari. Chiedi come si immagina gli alieni e fatti raccontare se ci crede oppure no. Una volta prese un po' di informazioni e una volta che l'hai fatto ragionare sull'argomento invitalo a sedersi e a provare a scrivere qualcosa, liberando la fantasia!!! Tu sei il genitore e solo tu puoi aiutarlo, magari leggendo insieme il mio lungo racconto per prendere ispirazione!!!!! grazie!!!


Mi ha rattristato sapere e leggere l'insistenza di questo padre che voleva un'altra storia, che ha continuato a scrivermi e importunarmi. Non per me, non per quei 10 minuti di devozione alla sua causa ma per quel figlio e per quel padre che stanno perdendo un modo bello e gratificante di essere insieme. 
Che cercano risposte davanti al computer piuttosto che guardare un'immagine insieme.

Ed è così che io mi son messa a  scrivere e a raccontare. Perché le storie nutrono e danno coraggio. 

Crescendo alcuni di noi, ricercano quel fanciullino che si inventava storie e pensava che tutto era possibile. 
Alcuni di noi sono messi alle strette dalla vita, c'è bisogno di fantasia per ricostruirsi partendo dalle macerie. 

Gaia racconta ancora.... dopo un pochino di silenzio. 
La vita mi allontana dal computer ma sono ancora qua desiderosa di raccontare!!!!

4 commenti:

Bentornata, questa storia è triste ma insegna molto!

Mamma che nervoso, che ignoranza e che ingiustizia che i bambini crescano con certa gente...
Lo hai mai letto "Donne che corrono coi lupi?" Parla di favole, dal punto di vista degli adulti, del significato recondito... è stupendo!!!

Ciao Robin, ciao Rachele: che bello avervi qui!!!!
Ho letto "donne che corrono coi lupi" quando ero poco più che adolescente. E' un libro che come puoi ben notare ha influenzato la mia vita!!!! grazie care

Che tristezza! E' triste la mancanza di dialogo tra genitore e figlio, è triste il voler cercare delle scorciatoie anziché affrontare i propri limiti, ed è tristissima la risposta che hai ricevuto. A me, però, hai messo tanta curiosità: la storia che hai scritto la vorrei proprio leggere!

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