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martedì 9 aprile 2013

Educare alla libertà? e se avessi sbagliato qualcosa?

Quando ho incrociato, per la prima volta, lo sguardo di Siria le ho detto:"Insegnami, dimmi cosa vuoi da me?". Nell'approccio educativo sono sempre stata morbida e accogliente, accettando lei per quello che era, cercando di non plasmarla a mia immagine e somiglianza. 

L'ho invitata a far da sola, l'ho accompagnata nelle sue esplorazioni (anche quando voleva imparare ad usare le forbici ad un anno di età), sono stata lì accanto a lei, cercando di non interferire ma sostenendola.
Educare alla libertà.... questo ho cercato di fare.
Ma stamani è sorto un dubbio (in realtà ne sorgono quotidianamente...).
Questa mattina sono passata da scuola, la maestra di Siria mi ha fermato per avvisarmi che ultimamente Siria ha iniziato a mordere un compagno di classe. Nonostante le parole e il sostegno da parte della maestra di fronte all'atteggiamento di Siria io sono andata in ansia. 
Ho analizzato la situazione insieme a lei (è proprio brava questa maestra) e ne è venuto fuori questo: Siria è una bimba MOLTO indipendente. Forse troppo! Non chiede MAI aiuto agli adulti: lei fa da sè! Prova, riprova, cade, si rialza.
In questo caso specifico, il bimbo preso di mira è un bimbo che le dà noia, togliendo di mano le cose che lei sta usando o distruggendo quello che lei sta facendo. Lei cosa fa? si fa giustizia DA SOLA. Ho notato che non è una cosa comune, generalmente gli altri bambini, di fronte a tale provocazione, agiscono piangendo o chiedendo aiuto alla maestra. LEI NO! lei procede e, dopo aver detto qualche volta NO, NON LO FARE, procede e aggredisce.
Ed io stamani ho capito che lei non è una bimba aggressiva, nel senso che non usa l'aggressività in maniera inconsapevole e distruttiva, lei è consapevole e lo fa con cognizione di causa.

Non è una giustificazione, gli atteggiamenti aggressivi sono sbagliati, in casa nostra non si picchia, né si urla e se proprio ho bisogno di sfogarmi c'è un bel cuscino pronto per l'occasione. Lei non ha ricevuto esempi di questo tipo, lei è solo stata invitata ad aver fiducia in sè stessa e nelle sue capacità di risolvere qualsiasi situazione. 

Cara Siria, la tua mamma, il tuo babbo, le tue maestre, i tuoi amici, ti abbracciano e ti sostengono. Adesso devi imparare che tu sei bravissima a fare un sacco di cose ma che gli altri possono aiutarti e possono intervenire al posto tuo. Impara a chiedere aiuto, piangi qualche volta e lascia a noi grandi l'opportunità di aiutarti... 
SE sei arrabbiata usa il cuscino e sfogati con qualche pupazzo.
Quel bimbo può insegnarti tante cose: per esempio che siamo tutti diversi e giochiamo in tanti modi differenti. Se non ti piace il suo modo di giocare, dillo alla maestra oppure alla tua mamma.
Imparerai che gli altri sono qui per difenderti.

Le ripeterò all'infinito che quello che prova: rabbia, frustrazione, tristezza ma anche gioia e piacere sono sacrosanti e devono trovare spazio di sfogo. Per tutto il resto, deve imparare a chiedere agli altri....



Il bambino non deve essere né bestia né uomo, ma fanciullo; occorre che egli senta la propria debolezza e non già che ne soffra; occorre che egli dipenda e non già che obbedisca....
Jean-Jacques Rousseau

è difficile!!! com'è difficile essere genitori!!!!!


5 commenti:

Difficilissimo, D. è il contrario di Siria, non riesce mai a difendersi da solo... e da sempre l'ho esortato a farlo solo verbalmente.

Libertà, autonomia sono conquiste importante... ma credo divengano davvero conquiste quando sono accompagnate dalla consapevolezza che tutti abbiamo dei limiti e che gli altri sono una risorsa e non - necessariamente - un ostacolo. E' dura essere genitori proprio perchè i nostri bimbi certe dinamiche, che per noi sono scontate, le interiorizzano e vivono o attraverso processi diversi o con esisti che non ci aspetteremmo. Ma è un percorso appena iniziato anche per la tua Siria, e la strada che ha difronte è talmente lunga che avrà tutto il tempo per togliere i sassolini dalle scarpe... non andare in ansia. Ciao

Gli episodi di aggressività che ha avuto mio figlio in passato erano dovuti proprio a questo: rabbia e frustrazione per non riuscire a fare o ottenere qualcosa. Non ti dico che sono passati del tutto ma di sicuro si sono ridotti man a mano che lui è riuscito a tradurre in parole i sentimenti che lo assalivano. A volte succede ancora ed in quei casi cerco di puntare tutto sul dialogo e sul cercare di spiegare cosa gli sta succedendo e come può fare per reagire...a volte ci riesco a volte no, ci vorrà tempo questo e' sicuro ma mi sembra la strada giusta!!!

Posso quotare in toto ilmiosuperpapà? I limiti non sono per forza fonte di frustrazione, spesso sono sicurezze all'interno di cui crescere. :)

Mi sa che avete proprio beccato il problema: devo lavorare sui LIMITI!!!!!
grazie a tutti!!!!!

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