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giovedì 14 marzo 2013

La nostra porta aperta # affido


Attenzione: questo post è stato scritto e cancellato un miliardo di volte. Vorrei trovare le parole più belle per raccontarvi cosa ci sta succedendo ma ho capito che basterà la nuda verità.

Ieri mattina mi sono alzata con la consapevolezza di non aver dormito troppo bene e con l'ansia di un incontro che ho tanto aspettato e altrettanto temuto.
Ieri avevamo appuntamento con il Centro Affidi della nostra zona di riferimento.
Siamo arrivati puntuali (per fortuna!) e abbiamo raggiunto il Centro mano nella mano come due ragazzi, camminando sotto la pioggia.

Ok, ci siamo: il volto e il nome di questo bimbo ancora non c'è ma si stanno delineando alcuni aspetti che ci fanno immaginare come sarà:
- Sarà un bimbo piccolo, probabilmente un neonato. Il nostro Centro Affidi ha scelto di preservare la legge naturale per la quale Siria sarà la primogenita e il nuovo arrivato più piccolo di almeno un anno.
- Il genere di affidamento che tratta maggiormente il Centro a cui ci siamo rivolti è l'affido giudiziale ( e non consensuale): si tratta del caso in cui non sono i genitori a richiedere l'aiuto ma sono i servizi a decidere che il bambino ha bisogno di un altro ambiente dove crescere.
- Gli affidi maggiormente trattati dal Centro, per il motivo sopra-citato, sono affidi lunghi se non lunghissimi: l'affido, per legge, non può durare più di due anni ma solo il 35 % dei casi si risolve entro questa scadenza. La maggior parte, allo scadere dei due anni, viene prorogato per altri due e poi ancora e ancora.

Ogni storia è diversa e, quindi, si potrebbe paventare il caso che possa essere un affido limitato nel tempo ma, per l'esperienza che loro hanno maturato, è molto più probabile che sia un affido lungo se non lunghissimo.

Siamo contenti e consapevoli delle difficoltà: la paura come l'emozione c'è. E' una strada nuova ma non così sconosciuta.

Alla domanda: perché avete deciso di intraprendere questa strada? (la domanda che ho più temuto in attesa di questo colloquio) non potevo che rispondere la verità:
sappiamo bene cosa significa non avere i genitori e sappiamo altrettanto bene cosa significa averli ma senza che svolgano una funzione di sostegno alla vita (nel nostro caso perché molto malati) ma possiamo urlare ai quattro venti che senza quella famiglia allargata (composta da nonni, zii, cugini e amici) non saremmo dove siamo adesso.
Ora che tutto va bene, che siamo rinati e abbiamo costruito la nostra bella famiglia non possiamo che ringraziare la vita così.

Le assistenti sociali ci hanno fatto i complimenti oltre che per la scelta anche per la motivazione e io mi sono sentita orgogliosa di essere chi sono (e non capita spesso...)

Adesso non rimane che aspettare: nel frattempo, mi sta riprendendo la sindrome del nido come quando ero incinta e ho già catalogato cosa mi serve, cosa ho e cosa mi manca.

In attesa di questo bimbo che non sarà mai nostro figlio...







16 commenti:

E' bellissimo quello che fate e stai certa che le parole che hai trovato sono le più adatte per descrivere tutto "il tuo amore"!

ammiro e 'invidio' questa vostra apertura alla vita e la determinazione che dimostrate nel realizzare una cosa bellissima. Hai scelto le parole più belle per condividerla sul blog, grazie.

Mi hai fatto emozionare tanto... vi auguro tante cose belle.
Però mi permetto di dissentire sulla frase finale:

"I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono."

Sono certa che conosci questa bella poesia di K. Gibran.

nel mio post di qualche giorno fa si è parlato nei commenti di atti d'amore. Il vostro lo è davvero.

Sai Robin che ho pensato anch'io tanto a questa ultima frase: poi ho deciso che era il caso di scriverla! Non per chi legge ma per me: per la mia paura di oltrepassare quel confine, perché già mi sento nuovamente mamma in attesa ma ho il dovere di ricordarmi che questo bimbo ha già una mamma ed io dovrò fare i conti con una nuova genitorialità che non conosco.
La poesia che citi la conosco molto bene e la tua visione mi fa pensare che anche Siria purché figlia naturale dovrà godere degli stessi diritti di questo nuovo bimbo in arrivo: ovvero della libertà di scegliere, essere e appartenere...
Grazie!

Ma è bellissimo: la vostra motivazione e la vostra forza (perché ce ne vuole davvero tantissima). Penso che sia un'attesa che solo tu potrai farci capire attraverso questo spazio.
Grazie per aver condiviso un evento così delicato e intimo qui con noi. Un abbraccio fortissimo!

Elena, vabbè.
Per me questo è davvero il gesto d'amore più grande che una famiglia possa fare. Lo penso da sempre.
Un abbraccio.

"I vostri figli non sono i vostri figli
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé." (Gibran)
Nessuno "possiede" un figlio, non si può, ma si può amarli, tanto, anche se non hanno il nostro dna.
La vostra scelta è bellissima e vi auguro che da questa, scaturisca un bene grandissimo!

Sono certa che sarà un'esperienza meravigliosa, Elena! Aspetto con ansia insieme a voi l'arrivo di questo bimbo (o bimba)!!

Stupendo quello che state per fare... E sono felice di essere capitata sul tuo blog per caso. Un abbraccio Gabry

Ammiro tantissimo il vostro coraggio e credo di capire la paura nascosta dietro la frase finale. Anche se si è disposti ad accompagnare il bambino per un pezzo di strada, in fondo in fondo si teme di essere pronti a lasciarli volare via solo quando saranno grandi. Un abbraccio.

Che gesto d'amore state compiendo! credo che decidere di voler essere genitori affidatari sia estremamente coraggioso e altruista che dimostra un cuore grande grande!
in bocca al lupo!

Ringrazio tutte quante per le belle parole: mi date coraggio!!!!
Grazie!!!

Elena mi riporti a quasi 4 anni fa.....
Il nostro affido è stato bello ma con qualche difficoltà (si trattava di un'adolescente con un suo passato) e ora sono stanca ma il tuo post mi ha ricordato la forza dei primi giorni, la forza della motivazione. Ti capisco pienamente.
La frase finale del post inculcatela nella mente ma, allo stesso tempo, lascia che non influisca sui tuoi sentimenti. Una mamma affidataria è pur sempre una mamma......
un abbraccio!

Ciao Alessandra, mi fa piacere ricevere il tuo commento: ti ringrazio per le tue parole! Sono consapevole che non sarà una passeggiata ma è un cammino che voglio percorrere e comporterà cambiamenti e scelte difficili. La tua esperienza è preziosa per me e, se ti va, vorrei poterti rivolgere delle domande... ti contatto su google!!! Ci sentiamo presto!!!

qualsiasi cosa elena, sono qua!

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