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mercoledì 6 marzo 2013

Bambole # parte1

Tutto ebbe inizio la notte di Natale.

E' quasi l'ora di cena, siamo tutti riuniti a casa di una zia (nonni, cugini, nipoti) e l'unica bambina presente (Siria) aspetta emozionata l'arrivo di Babbo Natale.
Finalmente sentiamo suonare il campanello, seguito da numerosi schiamazzi e oh-oh-oh e campanelle. Il viso di Siria si illumina, corre alla finestra:"mamma è arrivato!!!" Corriamo ad aprire a quell'uomo magico di cui tanto abbiamo parlato. Lei lo guarda, io lo guardo e:"quanti regali!!!". Tutti per lei.
Siria inizia a scartare impaziente dopo aver consegnato il suo bacio obbligatorio a quell'uomo magico con la barba. Scarta i regali tra mille:Che bello!!! WOW!!!! Stupendo!!!"
Io guardo i regali che ha ricevuto e rimango di sasso: bambole, bamboline, case, castelli tutti di marca, tutti di plastica ultra-colorata, tutti parlanti, illuminanti, interagenti...
Non c'è una costruzione, un gioco in scatola, un libro.
Rimango delusa ma lei no: lei è contentissima.
Accuso il colpo e osservo, osservo per giorni ciò che succede con il suo nuovo tesoro: senza commentare, senza sminuire, senza protestare.

Ecco quello che osservo silenziosa (da brava mamma cosciente e preparata sull'argomento): passano due giorni tra pianti di bambolotti e ciucci da inserire, punture da fare (mettendo il finto ago nel finto buchino), preparando pappe preconfezionate. Due giorni, solo due giorni.
Il terzo giorno trovo Siria nuovamente intenta a curare le sue vecchie bambole (che non piangono, che non parlano, che non camminano).
I nuovi giochi, con il passare del tempo vengono dimenticati: sul fondo di una cesta, dentro un armadietto, sulla mensola della camerina. Sul tappeto, invece, tornano a vivere gli stessi giochi con cui ha giocato negli ultimi tre anni: costruzioni di legno, Lego, bambole di pezza e pentolini.

Avrei voluto avere il coraggio anch'io, come qualche amica, di comprare io stessa tutti i regali, di consegnare a tutti i parenti e gli amici una lista, con dovizia di particolari, su cosa comprare e cosa no. Ma mi sembrava così brutto togliere il piacere di scegliere il regalo per quella bimba così amata da tutti.

E così, mi sono armata di pazienza e coraggio e li ho costruiti: ho confezionato bambole e nuovi giochi.
Ho letto, cercato, studiato e mi sono innamorata  delle bambole Waldorf.

Ne ho fatta una, due, tre e ancora e ancora. Le ho costruite insieme a lei.
Potrei iniziare questa nuova storia così:































continua....

4 commenti:

Io come te non amo tutti i giocattoli ultra moderni, pieni di suoni e di funzioni "strane". E mia figlia non ne ha quasi nessuno infatti. Lei predilige i libri da sfogliare e i pupazzi di peluche, che coccola molto.
Oggi invece sembra che tutti facciano la corsa al regalo più costoso e tecnologico :-(

Il problema è che quei giocattoli ultra-moderni non solo non piacciono a me e a te ma non piacciono neppure ai bambini!!! A lei la scelta ma per ora ama giocare con cose semplici: un giorno chissà!!! per ora me la guardo che gioca incantata (in questo preciso istante) con un trenino di legno...

Va bene così, no?! Hai avuto l'occasione di fare tu le bambole per la tua bambina e pare che anche lei si metta all'opera volentieri. Carinissima. :)

Ti cito "tornano a vivere gli stessi giochi con cui ha giocato negli ultimi tre anni: costruzioni di legno, Lego, bambole di pezza e pentolini." e condivido in pieno! Sono giunta alle tue stesse conclusioni. Ormai è da tre anni che cucio (in modo grossolano ma con tanto amore) bamboline di ogni forma e le soddisfazioni sono tante...e pensare che nemmeno so cucire!

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