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lunedì 25 marzo 2013

Bambole Waldorf # parte 2

Tutto ebbe inizio così.
Ma, poi, la passione ha preso il sopravvento.
Ha seguito un ordine di materiale in Germania, lo studio di libri, e-book, siti web. Hanno seguito prove, fatto e rifatto, qualche parolaccia. Ma l'arte è così: bisogna tentare e provare.

Infine, un giorno o, meglio, una notte è nata lei:


Lei è stata la prima. Avrei voluto conservarla per sempre ed, invece, una bimba l'ha presa e l'ha fatta sua. La bambola era lì, in esposizione alla Fiera del Bambino Naturale, e una bimba l'ha vista e l'ha presa. Ho cercato di convincerla che la dovevo finire, che i capelli dovevano essere aggiustati, che i vestiti erano da sistemare ma la bimba l'ha presa ugualmente: ha voluto lei. 

Dalla nascita di questa bambola ne sono seguite tante altre, più o meno la storia è sempre la stessa: la mattina abbozzo una testa ed un corpo, la sera (dopo aver messo a nanna Siria), l'abbozzo di testa e corpo diventano una bambola.

Ve la presento per bene: la bambola qui sopra ( a cui non avevo ancora dato un nome...) è una bambola Waldorf, così chiamata perché usate nelle Scuole Waldorf, create da Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista autriaco, fondatore delle sopra-citate scuole e dell'agricoltura biodinamica.

Queste bambole sono, in realtà, le vecchie bambole di pezza, costruite in casa per i bambini. Sono bambole fatte con materiali poveri: lana di pecora per il riempimento e pezze per il contenimento. Il corpo e il viso sono abbozzati, a qualcuno sembrano non-finite ma la loro semplicità è la loro ricchezza perché permette all'immaginazione del bambino di concludere il lavoro: colorando il viso di espressioni.

Lavorare con queste bambole, crearle usando le mie mani mi ha permesso di approfondire uno studio che porto avanti da anni: uno studio che intreccia fiabe, archetipi, simboli, immaginazione e gioco. 
Si è risvegliato, in me, un fuoco che pensavo sopito e la voglia di immergermi completamente in un'attività che mi soddisfa e mi lascia la possibilità di creare strade nuove di conoscenza.

L'essere diventata mamma mi ha concesso un dono immenso: sapere che dal niente può nascere un mondo, saper gioire della creazione ed, infine, lasciare andare... 




2 commenti:

Ne ho fatta una anch'io per il mio primogenito, intanto che aspettavo suo fratello, è stato bello farlo (era un bambolotto maschio), è stato bello vederlo abbracciato a mio figlio. :)

Sono stupende le bambole di pezza ed anche molto rare...non tutti le vendono anche se dicono che vanno a ruba!!!! Bellissima la tua!!!

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