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giovedì 7 febbraio 2013

Come si inventa una storia

Ispirata dal post di Rachele Racconta, ho pensato di scrivere un piccolo racconto su una tecnica che uso abitualmente con i bambini per inventare una storia.


"La fiaba è il luogo delle ipotesi: essi ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo."
Gianni Rodari




Premessa: inventare una storia insieme ad un bambino è un regalo che ci facciamo, un piccolo viaggio nella mente, dove noi (genitori o educatori) siamo il veicolo e il bambino è il vero narratore.
E' una tecnica che ci permette di conoscere i sogni e le paure del bimbo e permette al bimbo stesso di buttar fuori ed esprimersi.

Regole del gioco:
1. mettere da parte i nostri giudizi: la fantasia non ha regole che si basano sulla realtà.... può succedere che l'orso viaggi in carrozza o che la talpa abbia un ferro da stiro.
2. tenere in considerazione la cornice del nostro micro-laboratorio: difficile inventare una fiaba in una situazione caotica o rumorosa... meglio un angolo silenzioso di casa nostra!
3. trovare un modo per aprire e chiudere "metaforicamente" l'immaginazione. Non a caso, nella tradizione le storie iniziavano con "C'era una volta..." e chiudevano con "... e vissero felici e contenti. FINE". Dare un contenitore permette sicurezza e abbandono.

Come si fa:
Trovate uno spazio gradevole, insieme al vostro bimbo, dopo poter fare questo gioco: può essere il lettino o un angolo morbido costruito per l'occasione con tanti cuscini (risolto il problema tecnico con la mia macchina fotografica vi posto qualche bella foto del nostro angolo della fantasia). Meno cose ci sono, in questo spazio, meglio è: ci è capitato di portare un peluche nell'angolo della fantasia e, naturalmente, il peluche è diventato il protagonista della storia... Ma, se vogliamo, possiamo farlo anche di proposito (ma questa è un'altra tecnica di cui parlerò più avanti).

E' necessario chiedere al bimbo se ha voglia di inventare una storia: se non ne avesse voglia non forzarlo! Ma, generalmente, non sento rifiuti: è troppo divertente!!!

Si inizia così: il genitore (o un educatore) dice:"C'era una volta..." e rimane in silenzio fin quando il bimbo non aggiunge un personaggio. Il personaggio nominato per primo sarà il protagonista (teniamocelo bene in mente). A questo punto, il genitore (o educatore) chiede qualche particolare: es. come è vestito? dove si trova? cosa sta facendo? c'è qualcuno con lui?

Raccolte tutte le informazioni le mettiamo insieme componendo l'incipit della storia.
Eccovi la storia nata ieri sera con Siria: C'era una volta un dinosauro, piccino che era appena uscito da un uovo, era piccolo e solo. L'uovo si trovava in un grande prato, vicino ad un fiore. Il dinosauro piccino si chiamava CHICHI ed era triste.
A questo punto, ripetete tutta la storia aggiungendo alla fine un proseguimento: nel caso sopra-citato potrebbe essere:"Il dinosauro piccino CHICHI era triste perché...." attendete il racconto da parte del bimbo:"Era triste perché non trovava la sua mamma." Domanda:"E dov'è la sua mamma?"
"La sua mamma si è persa."Allora chiediamo spiegazioni ed aspettiamo risposte:"La sua mamma era andata al mercato a prendere da mangiare e non torna."

Si entra nel vivo della storia. A questo punto, la parola d'ordine è una: CURIOSITÀ'!
Immaginate che la storia di CHICHI sia già nella testa del vostro bimbo, tutta quanta, a voi rimane il solo compito di svelarla, facendo domande e chiedendo informazioni. Ogni tanto fermatevi e ripetete dall'inizio la storia come per ripercorrere insieme un viaggio e per scoprire particolari nuovi ed interessanti. Mentre la ripetete, scoprirete il vostro bimbo intento ad ascoltare e aggiungere particolari, come se la riguardasse insieme a voi. Date voce ai personaggi e non abbiate paura di essere ridicoli: giocate e divertitevi.

Ho usato questa tecnica tante volte e non solo con Siria: l'ho usata con gruppi di bambini e, anche, di adulti. La mente di gruppo partorisce storie bellissime e, qualche volta, confuse.

I bambini, spesso, alla fine mi dicono:"Ancora! Me la racconti ancora!" Ed io rispondo:"Ma l'hai raccontata tu!" E, in quel momento, vedo i loro occhi illuminarsi increduli...



immagine presa dal WEB
C'è un paese dove i bambini
hanno per loro tanti trenini,
ma treni veri, che questa stanza
per farli andare non è abbastanza;
treni lunghi da qui fin là,
che attraversano la città.
Il capostazione è un ragazzetto
appena più grande del fischietto,
il capotreno è una bambina
allegra con la sua trombettina;
sono bambini il controllore.
il macchinista, il frenatore.
Tutti i posti sui vagoncini
sono vicini ai finestrini.
E il bigliettario sul suo sportello
ha attaccato questo cartello:
«I signori
genitori
se hanno voglia di viaggiare
debbono farsi accompagnare ».

Gianni Rodari










4 commenti:

Oh, oh molto interessante! In effetti i miei bambini alle volte sembrano immaginare delle storie...potrei prenderle al balzo e usare le tecniche suggerite,
thanks
ale

Bello Gaia!
Con i miei forse è ancora un po' presto? uno troppo piccino e l'altro troppo pigro per aver voglia di sforzare le meningi... ma non demordo! :)
grazie per tutti i dettagliati consigli!

bello io sto per partorire

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