LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

martedì 29 gennaio 2013

Perché esiste Babbo Natale.



Ai tempi universitari mi imbattei in un testo molto interessante dal titolo "Lo spirito del dono" di Jacques T. Godbout. Il libro analizzava le pratiche di alcuni popoli nei confronti del dono e dell'atto di donare. Ho un ricordo vago ma ricco di questo testo, che ho apprezzato moltissimo e che ho intenzione di rileggere.
La parte che mi è rimasta più impressa è quella relativa alla figura di Babbo Natale (o chi per lui) e ve ne vorrei parlare perché ogni volta che ho a che fare con i bambini mi torna in mente e condiziona il mio modo di fare.

Il dono è un atto molto intenso e ricco di significato che presuppone obblighi e gestione del potere. Un dono presuppone un triplice vincolo che vede tre passaggi fondamentali: l'atto di donare, l'atto di ricevere e l'atto di contraccambiare. Ogni volta che facciamo un dono diamo vita, inconsapevolmente, a un passaggio di potere notevole: il dono è un atto di comunicazione, di gestione delle relazioni e di organizzazione del potere.
Ogni volta che un bambino riceve un dono è immerso anch'esso in questa triplice azione: troppo grande ed impegnativa per la sua età!



Ecco perché esiste Babbo Natale.
Questa figura, o chi per lui, risolleva il bambino dalla gestione della triplice azione perché Babbo Natale è una figura lontana, misteriosa, con cui non ha legami affettivi e che porta regali perché è il suo compito. Punto e basta. Non esiste nient'altro: Babbo Natale ci aiuta a crescere dei bambini liberi dal peso del dono.

Una volta finita l'era di Babbo Natale, ci avviamo verso l'adolescenza e, poi, verso la maturità e siamo in grado di entrare in questa dinamica perché adulti.
Ma come ricambiare i nostri genitori di tutti i doni che ci hanno fatto? Semplice, diceva il testo, regalando loro un nipote. E' così che il circuito del dono si esaurisce.









5 commenti:

Molto "filosofico", Elena. In effetti i miei figli mi hanno fatto notare che - in qualunque modo si siano comportati - Babbo Natale li premia comunque. L'idea di essere più buoni a Natale non regge per il motivo che descrivi tu: Babbo Natale non presuppone nulla in cambio!

Mi hai incuriosito e ho segnato il titolo tra i miei desiderata.
La riflessione è interessante. Io sono convinta che i bambini non sentano l'obbligo di ricambiare perché sono puri, e comunque ricambiano sempre donando continuamente il loro amore e lo stupore.
Noi dovremmo ambire a rimanere tutti un po' bambini...
Oggi anche io parlo di doni:-)
Buon pomeriggio,
a presto!
:-)

Anche per me questa è una riflessione molto interessante e una risposta a molti interrogativi che mi faccio ogni anno quando arriva il Natale quando mi trovo ad interagire con miei tre figli di età differente (16,12,8)...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

Una riflessione importante di cui tutti dovremmo fare tesoro! il regalo dovrebbe sempre essere un dono disinteressato mentre è diventato sempre più uno scambio che vincola chi riceve a farlo "obbligatoriamente" un altro ... il problema è lo "spirito" per con si decide di fare un dono: domandarsi "perchè stò facendo questo dono?" per cortesia? perchè "sta bene farlo"? per "senso del dovere visto che lui o lei me lo fà sempre?" o meglio di tutti "perchè si ha voglia di fare qualcosa di gradito all'altro senza tornaconto"?
Se prima di donare ci chiedessimo perchè lo facciamo ci sarebbero forse molti più regali sentiti davvero con il cuore e ovviamente molto meno consumismo e meno spreco per regali non veramente "donati"! Buon Natale e baci

Posta un commento

Facebook Twitter Feeds