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giovedì 31 gennaio 2013

20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino


20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino raccontate dai libri preferiti di una bambina di 3 anni che adora leggere...

1° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:



















Ogni volta che mi leggi puoi scoprire che quando la neve copre tutto e ti senti perso e non sai dove andare... guarda sotto i tuoi piedi: la terra riserva sorprese incredibili...


2° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:















Scoprire che Peppa Pig non vive solo dentro la televisione... 


3° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:















Ogni bambino può avere un po' paura di andare a scuola ma, poi, tutti scoprono che la scuola è proprio un posto bello....


4° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:


















Anche la canzone che ti cantava la Tata all'asilo nido vive dentro un libro e dentro il libro puoi: leggerla, cantarla, guardare le figure e ricordare la Tata. Un libro ti aiuta a mantenere vivi i ricordi...


5° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:














I libri sono compagni di giochi... anche quando sei solo puoi sempre giocare con me... io sono qui per te!!!


6° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:
















I libri ti aiutano ad uscire da tutti gli scemi e, dentro di me, puoi trovare una Cappuccetto di tanti colori diversi...


7° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:















I libri possono essere case per i gatti e, se vuoi, anche per le tue bambole... ma se riesci a liberare la fantasia, dentro di me troverai una scodella piena di cibo caldo pronta per te... accomodati prego!

8° ragione per regalare un libro ad un bambino raccontata da:
















I libri ti possono far ridere e allo stesso tempo pensare: la cacca la facciamo proprio tutti!!!



tante altre ragioni per regalare un libro ad un bambino raccontata da:

me, la mamma di una bimba che legge:

i libri sono un modo per viaggiare, per sognare, per parlare. Sono una porta che si apre e lascia entrare il sogno nella nostra vita. Sono risposte e domande allo stesso tempo. Sono quei minuti al giorno che io e la mia bimba ci regaliamo per stare insieme...

Grazie a tutti i libri che, ogni giorno, ci accompagnano silenziosi nel mondo.

Regalare un libro ad un bambino è permetterci di costruire bellezza!!!

Questo post è stato inspirato da Mamma Moglie Donna che, fino ad oggi, ci invitava a scrivere le nostre 20 ragioni per regalare un libro ad un bambino.


Liberiamo una ricetta: spaghetti all'acciugata

Come molte, anch'io oggi voglio partecipare alla bellissima iniziativa "Liberiamo una Ricetta". Un incontro non solo culinario ma, anche filosofico: liberare una ricetta diventa un atto di comunicazione, di scambio, di relazione, un modo per invitarvi a cena e parlare un po' con voi.


Ho meditato a lungo sulla ricetta che avrei voluto proporre e mi sono immersa nei miei quaderni di cucina per riesumare qualche ricetta figa, da lasciarvi a bocca aperta ma, poi, ho cambiato idea: ho scelto la ricetta che mi piace fare sempre, che adoro, che non mi mette troppo in crisi per la preparazione, che non sporca, che consola... probabilmente la ricetta che farei se una di voi stasera si presentasse, senza preavviso, alla mia tavola.
La ricetta è ciò che di più semplice possano produrre le mie mani...

Spaghetti all'acciugata, fatti a modo mio.

Ingredienti:
- spaghetti grossi
- acciughe sott'olio (da tenere sempre in casa)
- olio evo
- olive nere con nocciolo
- parmigiano

Realizzazione: mettete una pentola con l'acqua sul fuoco, nel frattempo prendete una padella e mettete dentro: acciughe a pezzettini e olive a pezzettini. Attenzione: io uso le olive con il nocciolo perché adoro ciucciare i rimasugli attaccati al nocciolo.
Quando l'acqua bolle, buttate gli spaghetti e una volta cotti, mantecateli nella padella insieme a molto parmigiano...


Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“.



mercoledì 30 gennaio 2013

Baci di cioccolato fatti in casa...

San Valentino si avvicina e, sarò sincera, non l'ho mai (o quasi) festeggiato ma quest'anno qualcosa sta cambiando e ho voglia di onorare l'amore, anche, quel giorno.



Ingredienti:
- 250 gr. di nocciole tostate
- 150 gr. di cioccolato fondente
- 250 gr. di crema alle nocciole (la nostra è quella del Commercio Equo e Solidale)
- 70 gr. di cacao amaro in polvere


Come fare:
tritate le nocciole, lasciandone alcune da parte, unite la crema alle nocciole ed il cacao amaro in polvere... impastate, quindi,  con amore....


Con il composto, fate tante piccole palline e disponetele su un vassoio sopra la carta forno. Sopra ogni pallina adagiate una nocciola.


Adesso, mettete in frigo per qualche ora, almeno tre ore.
Tiratele fuori e, ad una ad una, ricopritele con la cioccolata fondente che avrete sciolto a bagnomaria.
Fate raffreddare e solidificare.
I vostri baci, adesso, sono pronti...


Regalateli a coloro che amate...
ma, soprattutto, a voi stesse...








martedì 29 gennaio 2013

Perché esiste Babbo Natale.



Ai tempi universitari mi imbattei in un testo molto interessante dal titolo "Lo spirito del dono" di Jacques T. Godbout. Il libro analizzava le pratiche di alcuni popoli nei confronti del dono e dell'atto di donare. Ho un ricordo vago ma ricco di questo testo, che ho apprezzato moltissimo e che ho intenzione di rileggere.
La parte che mi è rimasta più impressa è quella relativa alla figura di Babbo Natale (o chi per lui) e ve ne vorrei parlare perché ogni volta che ho a che fare con i bambini mi torna in mente e condiziona il mio modo di fare.

Il dono è un atto molto intenso e ricco di significato che presuppone obblighi e gestione del potere. Un dono presuppone un triplice vincolo che vede tre passaggi fondamentali: l'atto di donare, l'atto di ricevere e l'atto di contraccambiare. Ogni volta che facciamo un dono diamo vita, inconsapevolmente, a un passaggio di potere notevole: il dono è un atto di comunicazione, di gestione delle relazioni e di organizzazione del potere.
Ogni volta che un bambino riceve un dono è immerso anch'esso in questa triplice azione: troppo grande ed impegnativa per la sua età!



Ecco perché esiste Babbo Natale.
Questa figura, o chi per lui, risolleva il bambino dalla gestione della triplice azione perché Babbo Natale è una figura lontana, misteriosa, con cui non ha legami affettivi e che porta regali perché è il suo compito. Punto e basta. Non esiste nient'altro: Babbo Natale ci aiuta a crescere dei bambini liberi dal peso del dono.

Una volta finita l'era di Babbo Natale, ci avviamo verso l'adolescenza e, poi, verso la maturità e siamo in grado di entrare in questa dinamica perché adulti.
Ma come ricambiare i nostri genitori di tutti i doni che ci hanno fatto? Semplice, diceva il testo, regalando loro un nipote. E' così che il circuito del dono si esaurisce.









Riflessioni sul blog e nuove idee

Sono sei mesi che Gaia racconta... è online. Prima di lei, ne avevo letti tantissimi e mi ero interrogata su come sarebbe stato il mio blog: avevo tante idee ed entusiasmo ma non potevo neppure immaginare che sarebbe stato così com'è!
In realtà, questo blog si sta trasformando molto dall'idea iniziale che avevo, molto riflessivo e un po' serio ultimamente: diciamo che ancora sto lavorando sull'identità.
Ci ho pensato proprio tanto in questi giorni e, da brava scolaretta quale sono, ho scritto sul mio quaderno/diario qualche idea in merito.

Facciamo un resoconto:
- Avevo iniziato una rubrica bella: Piccoli giochi per sviluppare l'immaginario. Una raccolta di esercizi ed idee per sviluppare l'immaginario dei bambini. La rubrica era piuttosto apprezzata e mi divertiva. Perché ho smesso di scriverla? Non so ma devo riprenderla.
- Martedì filosofico: carino ma poco partecipato. Abbandonato per altre priorità. Lasciamo perdere per il momento.
- Mamme eco-sostenibili: mi piace e mi diverte tanto quindi continuo e ci lavoro.
- Ricette: devo assolutamente ricordarmi di fotografare i miei esperimenti culinari sennò il piatto ben riuscito non posso postarlo!!!
- Libri: mi devo ricordare di partecipare al Venerdì del Libro. Mi entusiasmo sempre tanto nel leggere tutte e conoscere libri e blog nuovi.
- Nuova rubrica e nuovo progetto 2013: da inaugurare nei prossimi giorni... lezioni di magia per mamme, come rendere magica la nostra vita... curiose? niente... vi lascio tribolare.
- l'Orto di Gaia: in diretta dalla prossima settimana la nascita del nostro orto, con tanti suggerimenti ed attività da fare con i bimbi.

Poi: avere più tempo per leggere altri blog.... mi perdo sempre qualcuno!!!

ok, ora posso passare ai fatti... pronti... attenti... via!!!!


sabato 26 gennaio 2013

Quello che so sull'amore....


Reduce da una settimana chiusa in casa in cui la mia unica interlocutrice era una bimba di 3 anni, ho sentito veramente l'esigenza di fare una cosa da grandi e, allora, mi sono organizzata: piazzata la bimba, fatti coincidere tutti gli orari, sono andata a prendere il mio Lui a lavoro e l'ho portato al cinema.
Sì, ci voleva proprio un filmino romantico da mano nella mano, in cui appoggiare la mia testa sul suo petto e scordarsi, per un attimo, tutto il resto: noi due soli.

Solo che....
cavolo!!! il film scelto dalla qui presente era l'ultimo film di Muccino e, dopo averlo visto, il mio Lui si è, giustamente, aggiudicato un buono per 5 film di sparatorie e colpi di scena con me che gli stritolo la mano e chiudo gli occhi per la paura o lo schifo.
Mi piaciuto? vi starete chiedendo!! la risposta, mie care, è NO, nella maniera più assoluta.
La storia è trita e ritrita: lui è uno che era stato una star nel calcio, fregandosene della moglie e del figlio, poi si ritrova senza un soldo e con la popolarità a meno zero e si rende conto che vuole rinvestire tempo ed energie nel rapporto con il figlio. Scopre un sè più grande e maturo e, per farlo, rinuncia a fare l'amore, per la seconda volta, con Catherine Zeta-Jones e con Uma Thurman. La sua ex moglie, che poi, naturalmente, riconquista è Mary (del telefilm "Settimo Cielo", quella che viene ripudiata dalla famiglia perché decide di non arrivare vergine al matrimonio... evvabbè!!!).
Unica nota positiva: l'attore... niente male!!! (sto parlando del fisico... qualcosa dovevo pur guardare!!!)

Adesso, il mio Lui è lì che legge le recensioni dei film più scassabudella della stagione ed io non ho scuse: dovrò sorbirmeli uno dietro l'altro... 

giovedì 24 gennaio 2013

Una settimana a POIS


Qualche settimana fa mi ero messa alla ricerca, su internet, di scampoli di stoffa a pois. Sto progettando una ristrutturazione totale della cucina (in muratura) che vorrei modificare aggiungendo un'isola con i fuochi: vorrei uno stile shabby con qualche reminiscenza industriale e sognavo una stoffina come questa per arricchire la cucina con qualche tocco di colore. Ebbene il pois che avrei voluto ordinare riguardava questa stoffa quassù ed, invece, è arrivata la varicella: l'universo risponde sempre alle nostre richieste ma bisogna essere molto precisi nella richiesta...
Venerdì scorso l'abbiamo scoperta e sabato era il mio compleanno: lo sapete che ogni anno Siria è malata per il mio compleanno? e non è che sia una bimba cagionevole... Comunque, il compleanno è stata una giornata bella, piena di parole e pensieri calorosi conclusa con una cena tra amiche mamme con i propri cuccioli: tutti ad impastare pizze di tutti i gusti. Bello! sono entusiasta di come l'ho passata!
Ritornando alla varicella: Siria è sempre stata benone (niente febbre nè prurito) ma ci siamo duvute chiudere in casa con il babbo che partiva la mattina quando ancora eravamo a letto e tornava la sera alle otto... una tragedia!!! La noia stava per prendere il sopravvento quando ho deciso di sfruttare tutto questo tempo con lei per fare un po' di cose. 

1° obiettivo della settimana a pois: coinvolgerla nei lavori domestici


ho passato più tempo all'acquaio in questi giorni che in tutta la mia vita. Ma era bellissimo vederla immersa nel lavoro e trasformare il lavaggio di una pentola nella preparazione di una minestra... finiva tutta bagnata, insieme alla cucina!!!

2° obiettivo della settimana a pois: inspirarsi a Kandinsky
Il giorno prima della varicella Siria era andata in gita al Palazzo Blu a Pisa per vedere la mostra di Kandinsky. Ha parlato molto dell'esperienza: "Allora Siria ti è piaciuta la mostra?" lei:"Si ma Uasissky non c'era, era morto! però i quadri erano bellissimi: c'erano tanti cavalli e, poi, una bocca grande che mi voleva mangiare ma io sono scappata!". Non mi ricordavo di bocche nei quadri di kandinsky così ho chiamato la maestra perché lei continuava a parlare di questa bocca che la voleva mangiare e la maestra mi ha detto che Siria si era soffermata molto su un quadro che si chiama "una macchia nera" (piuttosto famoso! lo conoscete vero?). Così l'ho stampato ed ho allestito il tavolo per "buttar fuori" questa paura. Non ho fatto altro che allestire lo spazio, il resto lo ha fatto lei:



3° obiettivo della settimana a pois: fare la pasta di sale.
E' un'abitudine a casa nostra impastare ma, ultimamente, il didò aveva preso il sopravvento... siamo ritornate alla vecchia e cara pasta di sale: molto più economica e naturale!!!
La mia ricetta è questa:
tanto sale quanta farina e acqua... niente di più
volendo si possono usare i coloranti naturali per alimenti per dare colore ma noi non l'abbiamo fatto: abbiamo usato la fantasia!!!



4° obiettivo ed ultimo della settimana a pois: coccolarci un sacco.
Ma per questo non abbiamo le foto solo il ricordo di me con una bimba in braccio che giocava ad essere piccina-piccina diciamo appena nata...

Nonostante tutto è stata una settimana durissima che sono contenta di chiudere domani con la visita dalla pediatra. Il mio pensiero è più o meno questo:" Io AMO la scuola!!!!"









giovedì 17 gennaio 2013

Capricci: lezioni di bon ton per mamme

Eccovi un episodio tipico che potrebbe essere successo nella vita di ogni mamma alle prese con un bambino di età variabile tra i 2 e i 4 anni: dopo i 4 anni non so cosa possa succedere ma mi dicono che andrà molto meglio.
Siccome di episodi di capricci, nella mia breve esperienza di mamma, ne ho a bizzeffe né citerò uno dei più terribili: ora chiudete gli occhi e visualizzate... ok, riapriteli e leggete... dopo visualizzate:
Avete avuto una giornata stremante (come al solito): lavoro, casa, organizzazione e mille altre cose a cui pensare. Aprite il frigo ed è magicamente vuoto. Correte al supermercato portandovi dietro il vostro pupo, del resto siete sole a casa e non potete lasciarlo a nessuno. Prendete quelle due cose che bastano per la cena ma, siccome è l'ora in cui tutti vanno a far la spesa, davanti alle casse c'è una fila tremenda. Vi mettete in fila, le due cose prese in una mano, con l'altra prendete in braccio il vostro pupo (ormai cammina benissimo ma, proprio per questo, preferite tenerlo in braccio piuttosto che rischiare che corra ovunque). Passano 3 secondi:" Mamma andiamo a casa!" dice il pupo. "Certo caro, abbiamo finito: dobbiamo solo pagare!" risponde la mamma. Nel frattempo il pupo (con i suoi 13 kg) comincia a dimenarsi per scendere:"Dai, bimbo mio, stai calmo: dobbiamo solo pagare!". E adesso scatta l'ora X: pianti, grida, urla... ormai non ce la fate più a sostenerlo e lo lasciate andare così il vostro caro pupo trova tutto lo spazio per poter dar sfogo alla sua frustrazione: si butta in terra, lancia qualche calcio in aria e continua a gridare.
Cosa fare?
Lezione n°1: state calme, voi siete frustate e stanche e il vostro pupo anche. Capitelo e non agitatevi!!!
Lezione n°2: cercate di parlargli con un tono di voce calmo, spiegategli la situazione e coccolatelo.
Lezione n°3: comprensione, fategli sentire che state capendo cosa succede:"Lo so che sei stanco e non hai più voglia di stare qui!"
Lezione n°4: NON GUARDATEVI INTORNO.... NON ASCOLTATE COMMENTI E NON GUARDATE LE FACCE DEI VOSTRI CARI VICINI DI CARRELLO!!!! MAI ALZARE LO SGUARDO: MAI!!!!!*

*sicuramente qualcuno dei vostri vicini di carrello ha un'enorme esperienza come pedagogista ed educatore professionale (il suddetto vicino ha, infatti, visto per ben 2 volte S.O.S. TATA e ha tenuto per ben mezza giornata il figlio della cugina dell'amica di suo padre) e, così, si avvicinerà a voi ma soprattutto si avvicinerà a vostro figlio per elargire perle di preziosi suggerimenti.
A quel punto c'è solo una cosa da fare: visto che non potete dargli una botta in testa o urlargli in faccia (non sarebbe educativo nei confronti di vostro figlio!), avvicinatevi  con molta calma, prendete quelle due cose che volevate comprare e mettetegliele in mano. Poi, uscite dal supermercato, prendete il telefonino, componete il numero di vostro marito e dite queste parole:"Passa a prendere due pizze!", ora abbracciate vostro figlio, salite in macchina, mettete il CD di Peppa Pig e iniziate a cantare a squarciagola.... del resto, in qualche modo deve pur sfogare!!!



Ogni mese Donna Moderna invita le blogger a intraprendere una riflessione su un argomento specifico: in questo caso I CAPRICCI. Potete trovare maggiori informazioni sull'iniziativa qui.

mercoledì 16 gennaio 2013

Il foglio di carta: perché bianco e rettangolare?

Il foglio di carta che ci troviamo abitualmente sotto il naso è bianco e rettangolare:


ma i nostri pensieri (o la nostra creatività) hanno bisogno di una cornice bianca e rettangolare?
Probabilmente no ma probabilmente non ce lo siamo mai chiesto: da quando andiamo a scuola o da quando abbiamo preso in mano il primo foglio lui è sempre stato così: bianco e rettangolare.

Nell'approccio educativo è molto importante dare la giusta importanza alle cornici. Per spiegarmi meglio vi faccio qualche semplice esempio: pensate alla vostra casa, la vostra casa è una cornice, il quadro è ciò che vivete al suo interno; ora pensate a quanta importanza ha per voi che la vostra casa sia bella, pulita, ordinata e che rispecchi i vostri gusti. Mi capita spesso di ritrovarmi una casa disordinata e sporca e il mio umore e la mia espressività ne risentono notevolmente.

La cornice è molto importante per un quadro, talmente importante da influenzarne il contenuto stesso e, tornando al nostro foglio, la nostra mente spesso non è bianca e rettangolare.

Ecco perché è importante lasciare che la nostra mente abbia la possibilità di scegliere la giusta cornice per i pensieri.

In casa nostra abbiamo il cesto della carta:


un cesto al cui interno ci sono: fogli di carta di vari colori e un paio di forbici.
In ogni scuola dovrebbe essere messo a disposizione un cesto come questo: per permettere alla creatività di scegliere liberamente la giusta cornice dove potersi esprimere.


La riflessione sull'importanza della cornice e sul ruolo dei fogli di carta nell'espressione della creatività soprattutto nei bambini fu fatta in una visita che feci, tempo fa, in una scuola montessori in Provincia di Pisa.

Sinceramente un argomento a cui, prima di allora, non avevo dato il giusto peso: era semplicemente scontato che il foglio fosse bianco e rettangolare per me. 
Ma fate un esperimento e sottoponete una cesta come questa ad un bambino per vedere la bellezza delle sue reazione e se ancora nascondete un piccolo barlume fanciullo provate voi stessi... impossibile scrivere in un foglio rotondo e blu la lista della spesa... a lui, nella mia esperienza, vengono regalate soltanto poesie...

Questo post partecipa alla Staffetta di Blog in Blog con un notevole ritardo  il post sarebbe dovuto uscire ieri 15 gennaio alle 9 di mattina ma a causa di problemi di connessione sono riuscita a postarlo soltanto oggi.


Invito tutti quanti a fare un viaggio nei blog che hanno partecipato questo mese:

Francesca Lancisi, Original Watercolour Paintings - http://www.francescalancisi.blogspot.com
Monica Viaggi e Baci - http://viaggiebaci.wordpress.com
Alessia scrap & craft - www.4blog.info/school
Federica Venturelli -Ventuone- http://micioabordo.blogspot.com
Federica MammaMoglieDonna http://mammamogliedonna.blogspot.it/
Idea Mamma - www.ideamamma.it
Il sapore del sole www.ilsaporedelsole.it
The Family Company - http://familyco.wordpress.com/
La Diva delle Curve http://www.divadellecurve.com
Giorgia di Priorità e Passioni : http://prioritaepassioni.blogspot.it/
Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/






venerdì 11 gennaio 2013

Radici

6 anni, sono già passati 6 anni ma sembra una vita:
6 anni fa avevo due genitori, ero una 26enne pseudo-normale, prossima alla laurea con una carriera universitaria già avviata, lavoravo e mi divertivo tanto, ero allegra e spensierata, avevo un fidanzato ed un cane... solo 6 anni fa!
oggi ho un nuovo compagno, una bimba e due cani, sono disoccupata e meno spensierata ma ancora allegra...

6 anni fa i miei genitori e il cane sono volati via ed io e il mio allora fidanzato ci siamo lasciati: 6 anni fa...
tutto è successo in due giorni...
non è stato un incidente, non sono state morti improvvise, non c'è stata una bomba: malattia, ognuno una malattia diversa ma ognuno di loro se ne è andato dalla mia vita in soli due giorni... alle soglie di questa ricorrenza mi ritrovo a pensare a come sarebbe stata la mia vita se tutto questo non fosse successo...
trovo dolore, amore ma anche rabbia!
mi ritrovo a paragonarmi a persone con una vita normale, con una vita non profondamente segnata dal dolore come la mia, non costrette a lasciare la spensieratezza, il sogno di una laurea e una carriera per correre a pagare bollette, star dietro a burocrazie ereditarie allucinanti o dall'avvocato per sentirsi dire:"questo è uno dei rari casi in cui la giustizia e la legge non vanno d'accordo!".

mi ritrovo a guardare mia figlia e a sognare per lei l'amore di due nonni che non ci sono e che non ci saranno mai, mi ritrovo a guardare me, a tutta la solitudine con cui ho fatto i conti e a quell'amore incondizionato che nessuno proverà più per me.

penso a loro: a mia madre e a mio padre e mi ritrovo a scoprire che il loro ricordo è sfumato, non più vivo, doloroso.... mi ritrovo a pensare che ancora non è passata, ancora ci devo fare i conti, mi ritrovo a pensare che i conti non ce li voglio fare... mi ritrovo a pensare che la vita mi ha riservato questo e mi guardo e penso:"non sono poi così male, dopotuttoquellocheèsuccesso!"

In fondo sono viva e vivo ogni giorno... chissà se un giorno rincontrerò la Elena di 6 anni fa, sarà dura ritrovarla, probabilmente non c'è più: probabilmente è morta anche lei in quei due giorni...

ma io sono sopravvissuta... e continuo a sognare!

si dice che le radici di un albero siano grandi esattamente come la sua chioma...




VdL Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte



La trama potrebbe essere questa: un cane viene ucciso, infilzato con un forcone. Un ragazzino trova il cadavere e decide di far luce su questo omicidio, cercando indizi e prove che portino ad un assassino.
Ma la trama, in questo libro, è solo un pretesto: il ragazzino è un ragazzo affetto dalla Sindrome di Asperger e, con il pretesto letterario di scrivere un giallo, ci accompagna nel suo mondo. Un mondo popolato di numeri, elucubrazioni mentali, paure, solitudini e routine.
I numeri sono la passione di questo ragazzo: in particolar modo i numeri primi. I capitoli del libro sono numerati con i numeri primi: 2,3,5,7,11,13... sull'argomento scrive questo:"penso che i numeri primi siano come la vita. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole".
Ed è proprio così che, attraverso questo piccolo giallo che lui ha vissuto in prima persona, accompagna i lettori nel suo mondo, un mondo affascinante: dichiara fin dall'inizio che questo non sarà un libro comico ma, per il semplice fatto di non volerlo essere, lo diventerà. Un mondo di tic e paure che ti fanno gridare:"Mannaggia Christopher, attraversa la strada!!! Non startene lì impalato!" Un libro che non può lasciare indifferenti perché lui ce la farà: a scoprire il caso, ad andare oltre le sue paure, a prender coraggio ed attraversare la strada e non può non farci pensare:"Adesso voglio farcela anch'io!".

Riassumendo: questa è stata una lettura che mi ha fatto ridere, piangere (o almeno commuovere sul finale), arrabbiare, infognare in progetti matematici troppo arzigogolati per la mia mente, sussultare.
Lo consiglio a chi ha voglia di un libro al di là degli schemi: a mio avviso non trova collocazione di genere.
E a chi ha voglia di credere che tutto sia possibile!

Buona lettura!



Questo post partecipa al Venerdì del Libro di Home Made Mamma

mercoledì 9 gennaio 2013

Come trasformare una maglia infeltrita

Ci sono maglie o abiti che, per un motivo o per un altro, fanno parte di te e non te ne disfaresti mai e poi mai.
Uno di quegli oggetti con cui ti senti sempre bene addosso, che parlano di te e ti fanno sentire alla grande.
La maglia di cui vi parlerò oggi è proprio uno di questi abiti, l'abito che parla di me, che mi ricorda momenti belli: è stata la maglia che ho messo quando ero incinta (perché aveva un taglio particolare che permetteva alla pancione di entrare), è stata la maglia dei colloqui importanti (perché il blu favorisce la comunicazione), è stata la mia maglia/coperta di Linus.
Ma... un giorno l'ho infeltrita: mi sarei quasi messa a piangere...
Poi ho avuto un'idea....



da notare lo smalto azzurro in tinta con lo scaldamani (opera di una mia amica!) che mi ha rifatto il look per il servizio fotografico!

Vi suggerisco solo l'idea: il tutorial mi pare inutile vista la facilità....
ma se avete domande, sono qui a vostra disposizione!!!



lunedì 7 gennaio 2013

L'amico immaginario

Mi piacciono le storie, adoro i sogni, mi incanto di fronte alle illustrazioni per bambini e mi piace inventare... non avrei quindi mai pensato di trovarmi allibita di fronte ad una bambina che parla con i suoi amichetti immaginari.
Da un paio di settimane, Siria parla con i suoi amici immaginari: sento che racconta loro quello che fa, la sento che pone domande e incitazioni, la sento borbottare e aspettare risposte.
Ecco un dialogo tipo che ho sentito ieri sera, lei in piedi nel soggiorno, volge lo sguardo verso un punto e apre la bocca:"Dai, ora non posso giocare. Ora devo andare a mangiare. Aspettami qui, torno tra poco!".
Ho posto domande sugli amici che lei vede ma ho ricevuto poche e fuggevoli risposte.

L'amico immaginario è una figura che è stata a lungo dibattuta: in passato era sintomo di devianze psicologiche fortunatamente, adesso, l'amico immaginario è catalogato come un aspetto comune della psiche umana. Anzi, molti sostengono la positività dell'uso dell'immaginario nella prima infanzia (in genere si manifesta dai 3 anni): l'amico immaginario rappresenta un sostegno, un compagno di avventure e un personaggio che incoraggia e dà sostegno.

Si consiglia di sostenere il bambino: mai sminuire la figura o insistere nel dire che non esiste. Così come per i mostri o altri personaggi che potrebbero presentarsi di fronte al vostro bambino. Quello che lui vede, sente e immagina è la sua realtà. Ricordiamoci sempre che noi adulti siamo capaci di farci deprimere da un tempo nuvoloso ma, spesso, non permettiamo al nostro bambino di aver paura del buio o di un mostriciattolo che si nasconde nell'ombra.

Cosa fare? Non c'è nulla da fare in realtà se non ascoltare, accogliere e sostenere ricordandoci sempre che il nostro bimbo ha bisogno di un adulto accanto a sé di cui può aver fiducia e da cui possa ricevere protezione.

Io, nel frattempo, continuerò ad ascoltare la piccola Siria con curiosità e un po' di invidia: i miei occhi di bambina vogliono continuare a guardare mondi incantati e amici che spuntano da sotto il letto ma la mia mente di adulta fa i capricci e continua a ripetere: "Te lo sei immaginato!"
Beati loro: salvate la loro immaginazione!!!!

foto Martin Walbauer


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