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martedì 11 settembre 2012

Quando noi mamme siamo di troppo

Dopo due mesi insieme, Siria, ieri, ha iniziato la scuola dell'infanzia: una tragedia!
Premetto che aveva frequentato il nido e si trovava molto bene: sempre contenta di andare, pochi episodi di capricci.
Ieri, invece, è stato un dramma: se mi avessero preso a coltellate avrei sofferto meno!
Due ore di pianti, di "mamma giochi con me!", di "mamma, andiamo a casa!", sempre in braccio con la manina nelle tette, appiccicata come una cozza allo scoglio.
Tutti gli altri bimbi contenti, giocavano, ridevano, si scoprivano: lei a piagnucolare in braccio a me! E allora, tutto quello che ho scritto qui? sono una mamma sbagliata, non ho saputo trasmettere sicurezza alla mia bimba, non ho saputo insegnarle il piacere di stare con gli altri, non ho saputo fare nulla, sono una fallita!!!
Perché dobbiamo ammetterlo: questa è la prova del nove... se va bene siamo stati bravi, se non va bene abbiamo cresciuto un bimbo insicuro e solitario. Come sono stata male!
Poi ho pensato: forse il problema sono io?
Io ho passato con lei due mesi intensi fatti di giochi, di fantasie, di poesie e storie. In questi due mesi ci siamo scoperte ed abbiamo goduto l'una dell'altra appieno lasciando, anche, un po' il mondo fuori...
Proviamoci: semmai torno a riprenderla!
Stamani, l'ho accompagnata e le ho detto che sarei andata a fare la spesa. Sono andata via e l'ho lasciata lì, in compagnia di bimbi e maestre brave. Sono tornata e lei giocava beata, contenta e felice!
E allora ho capito che tutto ciò che abbiamo fatto questi mesi è stato bellissimo ma ha creato una simbiosi troppo forte: le ho dato nuovamente la fiducia di cui ho già parlato, le ho dato la possibilità di uscire dal nostro mondo incantato per entrare nel mondo reale (altrettanto bello!), le ho dato nuovamente la vita!

Essere mamma è, anche, questo: ri-mettersi in discussione sempre e comunque! Ovunque io andrò lei sarà con me ma tutte le volte che lei vorrà io sarò pronta a mettermi in disparte...


Oggi, penso proprio che il 20 dicembre del 2009 fu solo l'inizio di una vita costellata di numerosi parti: il parto altro non è che la metafora fisica di ciò che significa essere madri. Il coraggio di spingere fuori il nostro bimbo per potergli dare nuova vita, con la certezza di ritrovarci in un modo completamente nuovo (magari con un bell'abbraccio).





4 commenti:

La chiusa del post è perfetta, Elena. E' un parto, un distacco continuo e non meno doloroso. Il piano della materna, le paure per la scuola e le piccole - o almeno a noi sembrano così - novità che devono affrontare ogni giorno e a cui non possiamo sottrarli!
Io trovo sia giusto creare un rapporto forte con i nostri bambini perchè noi siamo la base da cui partire e, senza una base sicura, non si va da nessuna parte.
Un abbraccio
alessandra

vorrei dirti tante cose: per ora accetta il mio grazie. le tue parole sono un balsamo! Grazie-grazie-grazie!

E' un piacere, Elena poter essere un balsamo in situazioni già vissute e che so fanno male!

a presto

alessandra

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