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domenica 30 settembre 2012

Sconfitte e cadute...

Oggi non si parla né bambini né di giochi né di storie. Oggi si parla di me.
Mi sento giù: cadere una volta ti dà l'energia per rialzarti, cadere due volte ti fà migliorare ma cadere e continuare a cadere ti dà solo quel senso di sconfitta da cui non riesci a sfuggire.
Mi sento così: sconfitta!
Sconfitta perché non so chi sono né dove voglio andare, sconfitta perché ciò che pensavo di saper far bene non mi riesce più.
Da quando la mia bimba va a scuola, passo le mie giornate in maniera vuota: senza scopi né obiettivi.
L'essere rimasta senza lavoro mi dà le vertigini... mi sembra che non ci sia più spazio per me.

Ripartire da zero può essere molto bello ma non ho più l'energia di 5 o 10 anni fa: vorrei che qualcuno mi telefonasse perché sa che sono brava! Ma questo non succede ed io sto veramente pensando di essere una buona a nulla: forse non sono poi così brava come pensavo di essere!

Vorrei ritrovare quell'energia e quella speranza che avevo un tempo, vorrei ritrovare quel "come sono ganza! sono la più ganza di tutti!", vorrei sentirmi piena di me e felice per quello che faccio...

guardo la mia casa, la mia bimba, il mio compagno e mi si riempiono gli occhi di commozione al pensiero che tutto questo l'ho fatto io ma mi sento, anche, in colpa perché vorrei che tutto questo mi bastasse per essere felice...

Buonanotte care donne, stasera prendetemi così!

venerdì 28 settembre 2012

Dieci donne

Da quando vi frequento, care donne, ho riscoperto con piacere l'antico amore per le chiacchiere: chiacchiere di donne, chiacchiere sui bambini, chiacchiere sulle ricette, chiacchiere di sogni, frustrazioni, incubi...

In questo libro nove donne più una si incontrano fuori dal mondo e parlano di sè: ognuna di loro condivide un mondo con le altre. Non c'è interazione, solo racconto... un libro indubbiamente femminile che racconta e racconta e, come oramai avrete intuito, a me piace molto ascoltare storie.

Marcela Serrano è una grande autrice ed io non mi potevo certo lasciare scappare questo ultimo libro (ormai rintracciabile in versione economica): di lei vi consiglio vivamente anche Antigua Vita Mia (il mio preferito che, tra l'altro, mi ha portato a scappare in Guatemala qualche anno fa...).


" Alla fine, dice tra sè allontanandosi dalla finestra, alla fine tutte noi, in un  modo o nell'altro, abbiamo la stessa storia da raccontare."

Niente di più adatto da dedicare a tutte voi, donne, mamme, blogger che ritagliate un momento al sonno per raccontare la vostra storia.


giovedì 27 settembre 2012

Ho vinto due premi!!!!

In queste ultime settimane, ho vinto 2 premi. Per ora, vi parlerò di uno: GOOD INTENTIONS!


Ecco a voi, il proseguimento con l'assegnazione (a mia volta) del premio a 5 blog che hanno meno di 200 lettori, con link al blog. Rullo di tamburi!!!!

Assegno il premio a:
Verdeacqua (perché le piace tanto ricevere premi e perché ha un blog sincero... di quelli che scaldano il cuore!)
Mum'n'Roll (perché è appena nata... come me! e il suo blog è un piacere!)
Giuana (da andare a leggere subito: ha appena scritto un post super goloso)
Marina de "La vita Semplice" (perché il suo blog è un porto sicuro per me... anche lei post super goloso questa settimana!)
Leucosia "Traboccante d'Azzurro" (perché oggi più che mai il premio è suo!!!!!)

Ora, è mio dovere ringraziare chi mi ha assegnato il premio: la mitica, insuperabile ed insolita mamma (http://www.lasolitamamma.it/) è veramente un onore ricevere questo premio da lei!!!!!!! Chi non la conosce ancora deve farlo, chi già la conosce capisce perfettamente il mio orgoglio di ricevere un premio da lei!!!!

Ed infine, eccovi 5 cose di me che ancora non conoscete:
1. al momento sono disoccupata perché sono finiti i finanziamenti da cui attingeva il progetto per cui lavoravo da 8 anni. Come dire: mi sento nuovamente giovane: mando cv, mi reinvento e sono libera... ma senza soldi!
2. vorrei trasformare la mia casa in un B&B!
3. i miei genitori sono volati via quando ero ancora una giovincella.
4. vorrei avere più coraggio ed essere meno ingenua.
5. Siria si chiama così perché io e il babbo ci siamo conosciuti in un viaggio in Siria pur essendo entrambi di Pisa... fulminati proprio sulla via di Damasco!

Passate il premio: esercitarsi ad essere generosi è proprio questo... avere il coraggio di ricevere ed avere il coraggio di donare!





martedì 25 settembre 2012

piccoli giochi per sviluppare l'immaginario (parte 3°)

I travestimenti

Lo scorso Natale, Siria ha ricevuto un regalo speciale: un baule di legno pitturato e decorato a mano dalle zie contenente tutto l'occorrente per travestirsi.
Il baule, con il tempo, ha ospitato molti oggetti: scarpe della mamma dismesse, borse, foulard, cappelli, parrucche, trucchi, cravatte, camicie, maglie e tanti pezzi di stoffa colorati.

Gli amici che Siria ospita nella sua cameretta sono molto attratti da questo baule.
Ma perché, per i bambini, è così importante travestirsi?

Prima di tutto il travestimento è il gioco simbolico per eccellenza: attraverso l'abito il bimbo si mette nei panni dell'adulto, sperimenta la crescita e prende consapevolezza di se stesso e degli altri.

Poi, travestirsi è un modo per raccontare e raccontarsi: è un modo di dar voce al proprio mondo interiore un pò come disegnare ma, in questo caso, l'abito permette al bimbo non solo di portare fuori la propria interiorità ma anche di viverla.

A casa nostra ci piace molto giocare ai travestimenti e, infatti, ecco a voi (in anteprima nazionale) una carrellata di alcuni nostri travestimenti....



no... non è un santino: siamo io e Siria travestite!

la strega e Cappuccetto Rosso: vorrei sottolineare che tutti gli abiti sono fatti a mano quasi esclusivamente con materiale di recupero. Vedete il bellissimo cappuccio con mantellina rosso? era una coperta di pile vecchissima: l'abbiamo trasformato ed oltre ad esser venuta benissimo ha protetto Siria dal freddo dell'inverno!

Vi aggiungo un'altra foto per vedere meglio questo lavoretto.. 



ecco le contadinelle...


e, infine,  le fate...






lunedì 24 settembre 2012

le bimbe si innamorano del babbo

Questa sera sono uscita dopocena per una riunione in comune: quando sono tornata il babbo mi ha riferito di aver addormentato Siria nel lettone. Perché? ho chiesto io (ormai Siria dorme nella sua cameretta da molto tempo). La risposta è stata:"Perché voglio addormentarmi coccolandomela un po?!"
Siria e il babbo sono profondamente innamorati: non so se è il classico complesso di Elettra ma tra Siria e il babbo c'è un rapporto ed una complicità unica.
Qualche volta mi sento esclusa, verissimo.... ma, spesso, mi ritrovo ad osservarli rapita da tanto amore... 


la prossima volta, però, voglio un maschio!

domenica 23 settembre 2012

Le 10 cose che mi rendono una mamma "patologica"

1. Sono andata a partorire a Volterra (45 minuti da casa mia) sotto un metro di neve, nell'ospedale dove non partoriscono neppure le abitanti solo perché non volevo far vedere la mia bambina a nessuno.
2. Piango vedendo "SOS TATA" e non aggiungo altro.
3. Mi sento in colpa tutte le volte che lascio Siria all'asilo: e stasera più che mai visto che da domani farà il tempo pieno.
4. Mettere il cappello a Siria è diventato il mio scopo nella vita.
5. Tutte le sere, prima di dormire, leggo un manuale sull'educazione dei bambini.
6. Leggere il menù fornito dalla scuola mi provoca depressione e senso di impotenza.
7. L'amido di riso (che fino a tre anni fa non sapevo neppure cosa fosse) è il mio migliore amico.
8. Preparare una minestra con verdura fresca piuttosto che surgelata mi fa sentire bene e orgogliosa di me per una settimana.
9. Esulto quando sento la sigla di Peppa Pig.
10. Pur di proteggere la mia bimba sono disposta a tutto.

venerdì 21 settembre 2012

Donne che corrono coi lupi

già il titolo mi ha fatto innamorare di questo libro, un libro da tenere sul comodino sempre e da leggere tutto d'un fiato o poco per volta! non è un romanzo è semplicemente una poesia...

una poesie lunga 500 pagine che parla alle donne: alla nostra natura selvaggia, alle nostre ferite, alle nostre cadute! consigliato a tutte quelle donne che hanno voglia di riscoprirsi e denudarsi, che hanno voglia di tornare ad ululare alla luna.



Eccovi le regole di vita dei lupi, da cui prender spunto per una vita selvaggia:
1. mangiare
2. riposare
3. vagabondare
4. mostrare lealtà
5. amare i piccoli
6. cavillare al chiaro di luna
7. accordare le orecchie
8. occuparsi delle ossa
9. far l'amore
10. ululare spesso

"può essere di grande aiuto, per coloro che stanno lottando, cominciare dal numero dieci"

Con l'augurio che questo libro possa aiutarci a smettere di fare le brave bambine... 

questo post partecipa al Venerdì del Libro di Home made mamma

giovedì 20 settembre 2012

Impegnarsi per la bellezza

Sono una disordinata cronica e mia figlia mi vien dietro: possiamo lasciare in giro qualsiasi cosa... abiti, giochi, libri. E tutto questo perché sono una sostenitrice dell'idea che gli oggetti devono servire noi esseri umani e non il contrario.

Ultimamente, però, sto vivendo un cambiamento di rotta: mi rendo conto che se la casa è in disordine lo sono anch'io e, allora, per riordinare le mie idee sto cercando di fare le pulizie (quelle grosse).

Maria Montessori sosteneva l'importanza dell'ordine: ogni cosa al suo posto, l'importanza della ciclicità dell'ordine e del caos che genera nuovamente l'ordine, l'importanza di vivere in un ambiente bello e ordinato.

E, infatti, sto notando che Siria gioca di più e più volentieri quando la sua camera e i suoi giochi sono in ordine.

Da oggi parte il mio 1° buon obiettivo dell'anno (sono tarata con l'anno scolastico, io): tenere in ordine la casa e agire a favore della bellezza. Niente più scuse, niente più "non ce la faccio": da oggi si cambia rotta.

Tutto l'occorrente per il quotidiano della famiglia è stato messo all'altezza di Siria: così anche lei può partecipare attivamente alla vita pratica. Ogni momento sarà celebrato: risveglio in dolcezza, colazione in famiglia con tavola apparecchiata (e magari un bel dolce fatto in casa), fiori freschi, bigliettini d'amore, baci e carezze e tv spenta! Ci proviamo: magari, qualche volta farò un passo indietro ma la buona volontà c'è.
Celebriamo la vita e ringraziamo!






martedì 11 settembre 2012

Quando noi mamme siamo di troppo

Dopo due mesi insieme, Siria, ieri, ha iniziato la scuola dell'infanzia: una tragedia!
Premetto che aveva frequentato il nido e si trovava molto bene: sempre contenta di andare, pochi episodi di capricci.
Ieri, invece, è stato un dramma: se mi avessero preso a coltellate avrei sofferto meno!
Due ore di pianti, di "mamma giochi con me!", di "mamma, andiamo a casa!", sempre in braccio con la manina nelle tette, appiccicata come una cozza allo scoglio.
Tutti gli altri bimbi contenti, giocavano, ridevano, si scoprivano: lei a piagnucolare in braccio a me! E allora, tutto quello che ho scritto qui? sono una mamma sbagliata, non ho saputo trasmettere sicurezza alla mia bimba, non ho saputo insegnarle il piacere di stare con gli altri, non ho saputo fare nulla, sono una fallita!!!
Perché dobbiamo ammetterlo: questa è la prova del nove... se va bene siamo stati bravi, se non va bene abbiamo cresciuto un bimbo insicuro e solitario. Come sono stata male!
Poi ho pensato: forse il problema sono io?
Io ho passato con lei due mesi intensi fatti di giochi, di fantasie, di poesie e storie. In questi due mesi ci siamo scoperte ed abbiamo goduto l'una dell'altra appieno lasciando, anche, un po' il mondo fuori...
Proviamoci: semmai torno a riprenderla!
Stamani, l'ho accompagnata e le ho detto che sarei andata a fare la spesa. Sono andata via e l'ho lasciata lì, in compagnia di bimbi e maestre brave. Sono tornata e lei giocava beata, contenta e felice!
E allora ho capito che tutto ciò che abbiamo fatto questi mesi è stato bellissimo ma ha creato una simbiosi troppo forte: le ho dato nuovamente la fiducia di cui ho già parlato, le ho dato la possibilità di uscire dal nostro mondo incantato per entrare nel mondo reale (altrettanto bello!), le ho dato nuovamente la vita!

Essere mamma è, anche, questo: ri-mettersi in discussione sempre e comunque! Ovunque io andrò lei sarà con me ma tutte le volte che lei vorrà io sarò pronta a mettermi in disparte...


Oggi, penso proprio che il 20 dicembre del 2009 fu solo l'inizio di una vita costellata di numerosi parti: il parto altro non è che la metafora fisica di ciò che significa essere madri. Il coraggio di spingere fuori il nostro bimbo per potergli dare nuova vita, con la certezza di ritrovarci in un modo completamente nuovo (magari con un bell'abbraccio).





domenica 9 settembre 2012

Un post chiamato FIDUCIA

La mia personale lotta contro i mulini a vento è iniziata quando ero incinta: gravidanza a rischio, così c'era scritto sulla mia cartella clinica. Tutto questo presupponeva un valzer di esami aggiuntivi a quelli obbligatori che ho deciso di non fare: e non sono una sprovveduta! Io sapevo che stava andando tutto bene! Già dopo i primi mesi, mi ero già stufata delle ecografie, delle visite e degli altri esami perché io lo sapevo che stava andando tutto bene: come lo sapevo? lo sentivo, lo sentivo forte e chiaro e non sopportavo invasioni, consigli, prediche perché io lo sapevo da sola cosa fare. La gravidanza, naturalmente, è stata bellissima: ho fatto il minimo indispensabile (di controlli e visite) ma non ho avuto proprio voglia di altri ed ulteriori esami: non mi piaceva neppure fare le ecografie, io lo sapevo già che la mia bimba era sana, femmina, bellissima, con tutte le sue cosine al posto giusto!
Il parto è stato veloce, forse un po' troppo: ma la mia bimba è così (decisa e determinata).
e da quando è nata la parola che ha accompagnato il processo di crescita è stata fiducia:
la fiducia che si sarebbe attaccata al mio seno, la fiducia che se voleva qualcosa avrebbe trovato il modo di comunicarmelo e la fiducia che io avrei capito. Non sopporto quei genitori con cui mi confronto quotidianamente che rincorrono i figli chiedendo: devi fare pipì? hai sete? hai fame? hai caldo? hai freddo? e, poi, ci lamentiamo che i bambini non parlano... non ne hanno bisogno: c'è sempre qualche adulto che si preoccupa di parlare per il bambino e lo sa già se il suo bimbo ha fame, sonno, caldo, freddo: non c'è bisogno che il bimbo parli!!!
Se la mia bimba ha fame mi dice: mamma ho fame!
Questa è la fiducia che le ho dato: faccio errori, tutti i giorni ma lo sbaglio è l'opportunità che ho di crescere come genitore e non c'è storia: nessuno può mettere bocca perché se devo scoprire qualcosa su mia figlia o sul mio approccio educativo pretendo che tutti gli altri mi lascino la fiducia e il tempo di cui ho bisogno per scoprirlo.




Lo svezzamento è stato una tragedia: non per me né per Siria. A circa sei mesi, Siria sapeva stare seduta perfettamente e stava a tavola con noi... ad un certo punto, mentre io ed il babbo stavamo mangiando lei ha preso un pezzo di pane e se lo è mangiato: aveva i denti, sapeva masticare. Da lì, ho iniziato lessando verdure e cereali e non ho MAI imboccato la mia bimba: lei ha iniziato a mangiare quando è stata in grado di mangiare. Prima di arrivare a questo bello, bellissimo svezzamento mi sono sentita dire di tutto: non ho ascoltato nessuno, ho ascoltato solo Siria, lei lo sapeva!


La fiducia, per me, è stata la chiave e lo è tuttora: io, Siria e il babbo lo sappiamo e, se ancora non lo sappiamo, lo scopriremo insieme con umiltà: perché nessuno di noi ha la chiave della giusta e buona educazione, si tenta, si torna indietro, si cade, ci rialziamo e, tutto questo, lo facciamo con amore e fiducia: fiducia e rispetto per Siria, una personcina bella e formata (anche se ha solo 2 anni e mezzo) che sa già fare tante cose, che sa dirci cosa le piace e cosa no e che sa che i suoi genitori la amano e che sono disposti a sbagliare e cadere insieme e lei.

Nessuno può saperlo se non noi stessi: i consigli (se non espressamente richiesti) non sono graditi!

Questo post partecipa al blogstorming Genitori contro Tutti





venerdì 7 settembre 2012

Piccoli giochi per sviluppare l'immaginario (parte 2°)

Visto che oggi è il venerdì del libro, promosso da HomeMadeMamma non potevo non dedicare questo nuovo esercizio di allenamento all'immaginario, al libro.
Come si usa un libro?
Come si legge?
Il libro, per essenza, è uno strumento meraviglioso che ci permette infinite modalità di utilizzo.
1° utilizzo del libro: la lettura
2° utilizzo del libro: l'osservazione
3° utilizzo del libro: l'interazione
4° utilizzo del libro: il gioco



Come leggere un libro ad un bambino? Non c'è una risposta, ci sono infinite modalità: l'importante è divertirsi. A me, per esempio, diverte molto fare tutte le vocine dei personaggi ma la sera, per addormentare Siria, non lo faccio mai: la sera scelgo fiabe senza immagini solo da narrare e non faccio tutte le vocine, uso un tono calmo e mono-tono... sennò non si addormenta!

Dalla lettura, si passa all'osservazione: per stimolare l'osservazione possiamo fare domande sulle immagini del libro. Siria è piccola e le domande sono molto semplici. Dov'è il gatto? Come fa il gatto? Cosa sta mangiando il gatto? Possiamo proporre anche piccoli giochi: far cercare un oggetto dando dei piccoli suggerimenti: ha il naso grande e i capelli rossi.
Saper osservare vuol dire saper guardare e poter apprezzare ciò che ci sta intorno. Siria è abituata ad osservare e la natura spesso ci offre molti doni: una formichina che prende una briciola e la porta alla sua casa, una lumaca che passeggia lentamente, un fiore. Lei si ferma ed osserva: vedo tanti bimbi che non portano attenzione, che non sanno vedere...

Dall'osservazione si passa all'interazione: come faccio a spiegarlo? provo con un esempio: se sul libro c'è disegnata una fragola, io e Siria ce la mangiamo, se sul libro c'è una torta di compleanno io e Siria cantiamo "tanti auguri", se sul libro c'è disegnato un fuoco e sbadatamente io lo sfioro, allora mi brucio e dobbiamo mettere una cremina e un cerotto immaginario. Avete capito?

E finalmente il gioco: io e Siria usiamo le immagini dei libri come se fossero oggetti reali: stiamo cucinando e manca la carota, la prendo dal libro... oppure il libro stesso è la scenografia delle nostre avventure.



L'immaginazione è come un muscolo, va allenato costantemente, e allora la fantasia sarà capace di correre e viaggiare: saper giocare è l'opportunità che abbiamo di trasformare la realtà.

Buona lettura e buon gioco

mercoledì 5 settembre 2012

Colori

Questa mattina io e Siria ci siamo svegliate accolte da un cielo plumbeo e grigio ma noi avevamo tanta-tanta voglia di colore e così....









"I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni."
Pablo Picasso












martedì 4 settembre 2012

Lupus in Fabula

A fine giugno, quando la scuola di Siria stava volgendo a termine, noi genitori abbiamo deciso di fare una rappresentazione per i bambini e abbiamo scelto di raccontare la favola di Cappuccetto Rosso: ci siamo divertiti tantissimo nel preparare la recita, scegliere i costumi e fare le prove ma l'idillio è stato interrotto da una polemica nata intorno alla fiaba stessa: il lupo della storia poteva spaventare i bambini (ancora piccoli: siamo al nido!) e quindi era necessario (secondo alcuni) tagliare dei pezzi, modificarne altri ma soprattutto far apparire il lupo il meno possibile e renderlo poco pauroso...

COSA????!!!!!!!!!!!
I bambini hanno bisogno di fiabe per esorcizzare le proprie paure: le fiabe, infatti, portano a galla le paure dei nostri bimbi ma forniscono anche la sconfitta del personaggio pauroso... non c'è ricetta migliore per allevare un bambino coraggioso se non quella di raccontargli tante fiabe.

Un libro che leggiamo spesso io e Siria è questo:


in realtà è un vero e proprio trattato sulla presenza del lupo nelle storie ma quello che piace tanto a Siria è una sezione dedicata ad illustrazioni raffiguranti il lupo: le guarda, le osserva,avvicina il ditino ai denti disegnati e dice:" Mamma, il lupo mi ha morso!" allora io do un bacino ed è tutto passato...




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